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Io|Me

Dopo gli studi classici mi laureo in Lettere con indirizzo Storia dell’Arte all’Università La Sapienza di Roma discutendo una tesi sull’artista Fabio Mauri. Le tematiche da lui affrontate lasciano in me un’impronta profonda e mi accompagneranno qualche anno dopo quando per il Vittoriano di Roma seguirò e coordinerò i progetti dedicati alla Memoria dando vita a mostre indimenticabili.

Appena uscita dall’Università avvio una breve collaborazione con lo Studio d’Arte Paoletti che si occupa di perizie per il Tribunale di Roma affiancando al lavoro di studio e ricerca l’allora pionieristica attività di “analisi non distruttive sulle opere d’arte”, finalizzata all’attribuzione, datazione e ricostruzione del contesto storico dell’opera. È un’attività affascinante, il lavoro di indagine storica è molto vicino a quello di un investigatore, bisogna seguire tracce e indizi, valutare, mettere a confronto le prove, esercitare la pazienza, analizzare e procedere per ipotesi con umiltà e senza certezza di riuscita. Mi diverte e mi consente di unire due passioni, la ricerca e la scrittura. Poi nel 2002 tutto cambia perché arriva un’occasione speciale che in qualche modo trasforma la mia vita e mi fa prendere un altro percorso.

narciso

Un contratto di 6 mesi, che si trasforma in una lunghissima collaborazione di oltre 15 anni, mi porta a lavorare per il Complesso del Vittoriano di Roma che diventa la mia seconda, amatissima casa. Impegno costante, dedizione totale, notti insonni, duro lavoro, tanti stimoli e tante, tante soddisfazioni. Imparo tutto quel che c’è da sapere (e forse anche tutto quello che non si dovrebbe fare) su come si crea una mostra: dal nulla all’idea, fino alla sua realizzazione. E ne faccio tantissime, a decine, per committenti importanti, e le presento a Presidenti della Repubblica, Ministri, Sindaci. Ideo, scrivo, coordino dalla A alla Z. Osservo e mi impadronisco di strumenti e competenze, li faccio miei e li rielaboro. Mostre, festival, concerti, rassegne. Siamo una bella squadra al Vittoriano, ci vogliamo bene e ci sosteniamo. Sono anni pieni di bellezza ma poi tutto, come è normale che sia, finisce per assumere nuove forme e si deve lasciare arrivare il nuovo.

Dopo Comunicare Organizzando, continuo a lavorare per aziende leader che operano nel settore della produzione di mostre in numerose sedi espositive, in Italia e all’estero, come Arthemisia. E così trascorrono altri tre anni in cui sempre più forte si fa il desiderio di andare sulle mie gambe, con la mia testa e seguendo il mio cuore.

Desidero scegliere i miei progetti, idearli, curarli, dedicarmi in maniera più profonda ai miei studi e dare priorità alla mia vocazione per la scrittura e la divulgazione. L’inglese lo parlo e lo leggo quel tanto che basta per sopravvivere. Amo le lingue antiche, che forse mi ricordano che mi piace viaggiare nel tempo. L’amore per la lingua italiana e greca, sono il dono lasciatomi dal caro professor Aurelio De Nardi e raccontare è la mia passione. “Racconto” con le immagini, continuando a ideare, curare e realizzare mostre, racconto con le parole attraverso la stesura di testi per progetti ed esposizioni, pannelli di sala, cataloghi e pubblicazioni di varia natura e infine racconto con la voce attraverso podcast, incontri e interventi in presenza e online nei musei e nei luoghi della cultura. Mi piace anche ascoltare però, e così lascio che l’arte mi racconti quello che ha da dire mentre dialoga con quelle discipline sorelle che raccontano il mondo dentro e fuori di noi: la mitologia, la letteratura, l’antropologia, la storia delle religioni, la filosofia, la psicanalisi con le quali si possono creare ponti e scoprire percorsi alternativi, aprire a nuove interpretazioni e stabilire connessioni inattese. Questo lo ho imparato dal professor Armando Gnisci che insegnava letterature comparate a La Sapienza e aveva sempre qualcosa di interessante da dire.

Lavoro anche a progetti per la formazione legati alle professioni che operano nell’ambito dell’arte ai quali affianco l’attività laboratoriale per ragazzi e adulti – condivisa con le colleghe di Studio Arte 15 – che si avvale spesso della presenza e del coinvolgimento di artisti. Collaboro attivamente con la casa editrice Pandion ideando e sviluppando progetti editoriali, che mi ricordano la fedeltà che rinnovo al mio primo grande amore, i libri.

Sono queste le passioni e le competenze che nel 2019 hanno dato vita a Inmagina

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