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L’ingresso di Gesù a Gerusalemme raccontato da Giotto |
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L’ingresso di Gesù a Gerusalemme raccontato da Giotto

Nel bellissimo affresco ospitato nella Cappella degli Scrovegni e parte del ciclo realizzato nei primi anni del 1300, Giotto ci racconta per immagini l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, episodio biblico narrato nei Vangeli dal quale derivano i riti connessi alla Domenica delle Palme osservati dai cattolici, dagli ortodossi e da alcune chiese protestanti. Sulla superficie dipinta che si estende lungo due metri di lunghezza per poco meno di altezza campeggiano oltre 25 figure la maggior parte delle quali colte in atteggiamenti che trasmettono diverse sfumature di emozioni e sentimenti. La scena, che si legge da sinistra verso destra, coglie Gesù che incede fiero e in atteggiamento benedicente verso la città di Gerusalemme di cui all’estrema destra si delinea la porta d’ingresso. Monta un asino, cavalcatura regale in tempo di pace (all’epoca il cavallo anche dagli stessi re era utilizzato perlopiù per le battaglie) e indossa una veste rossa, colore che simboleggia ancora una volta regalità, ma è anche emblema della Carità (l’Amore), terza e più importante virtù teologale accanto a Fede e Speranza. Dietro di lui, sulla sinistra, i dodici apostoli della maggior parte dei quali l’occhio coglie solo le aureole dorate. In primo piano, riconoscibili per attributi iconografici ci sono Pietro e Andrea, i due fratelli e primi tra gli apostoli ad essere chiamati da Cristo secondo le fonti evangeliche. A destra una folla di curiosi, uomini, donne e fanciulli, fanno da contraltare visivo alla composizione sulla sinistra. È’ il popolo festante che accoglie Gesù alle porte della città. Sulla parte inferiore un uomo stende il suo mantello ai piedi del Cristo, una figura alla sua destra ha il capo reclinato in avanti, forse in atteggiamento di reverenza si sta togliendo il copricapo al passaggio del Messia, ancora dietro un uomo inizia a spogliarsi. Le stesse tre figure possono essere lette da destra a sinistra come fotogrammi che in sequenza temporale raccontano la svestizione e l’omaggio reverenziale a Gesù. Alcuni guardano attoniti, sorpresi. Una figura dall’abito giallo ocra agita un ramo di ulivo. Due figure di giovinetti sono arrampicate sugli alberi, una sta staccando un ramo d’ulivo, l’altra osserva curiosa la scena dalla sua posizione privilegiata. Tutto è in perfetto equilibrio tra immobilità e movimento. Un racconto per immagini che non ha bisogno di parole.

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